di Alessandro Nanni - CEO e Formatore Play Sicurezza
L’andragogia come soluzione al grave problema che non permette alla formazione di essere efficace
Potete chiedere a chiunque, ma la risposta è sempre la stessa: "La formazione in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro è NOIOSA E NON COINVOLGENTE". Qualcuno specifica che: "Tanto per imparare queste nozioni tecniche non si può fare diversamente..."
Per tanti Rspp di grandi aziende, che organizzano la formazione, questo non sempre è così rilevante, ma la realtà è che questo è il problema principale se si vogliono ottenere risultati. Se invece si vuole solo l'attestato, è chiaro che questi sono dettagli. Successivamente vedremo che ci sono metodi per gestire ed eliminare la noia al fine di avere risultati concreti, ora è importante ricordare che il coinvolgimento è alla base di tutto. Si, perché senza coinvolgimento non si elimina la noia, anzi è proprio da qui che parte tutto.
Gli indicatori che la noia è in aula sono sotterranei, facciamo degli esempi pratici:
1) le persone chiedono di poter uscire per rispondere o gestire telefonate.
2) i corsisti hanno il telefono in mano e lo sguardo sempre sul telefono.
3) la richiesta di pausa viene proposta più volte durante il corso di 4 ore.
4) gli iscritti arrivano tardi e chiedono di andare via prima.
Per alcuni tutto questo è la normalità, ma gli rspp/datori di lavoro attenti sanno che QUESTI SONO INDICATORI GRAVI, che generano proprio la mancanza di risultati post corso. A mio avviso la questione è anche più dolorosa, perché sono proprio questi i momenti in cui SI SQUALIFICA LA SICUREZZA E IL SUO VALORE.
Dopo che questi indicatori si reiterano in diversi corsi nella stessa azienda, GLI OPERAI sanno cosa aspettarsi e arriveranno sempre più prevenuti al prossimo corso.
Non solo, accadrà anche quando, in qualità di addetto interno all'azienda, parlerete di sicurezza e le persone non vorranno ascoltarvi. La noia e i corsi con gli indicatori sopra rappresentati stanno minando il vostro essere professionisti e non significa niente che non eravate voi i docenti!!
Purtroppo, di formatori così, che non badano agli indicatori di noia o, peggio, li danno per scontati, ce ne sono tanti, nel senso che “tanto è così”, se lo sono ripetuti mille volte: "La nostra materia è tecnica, io conosco bene l'argomento e purtroppo questi contenuti vanno spiegati così.".
Invece non è vero, bisogna che questi formatori e consulenti si mettano in discussione e distruggano la parola “purtroppo” che significa semplicemente “non possiamo farci niente.” Non è vero!!
Play Sicurezza è partita proprio dal fatto che non volevamo accettare quegli indicatori che troppe volte si vedono in aula, non potevamo far finta di niente. Abbiamo deciso di intervenire, a differenza di molti formatori, che si accontentano.
La ricerca di una soluzione ci ha portato ad approfondire l'Andragogia, che è la scienza che studia la formazione per gli adulti. Abbiamo individuato un elemento molto interessante che risiede all'interno di questa materia complessa, ma molto utile per chi vuole fare formazione.
Chiaro che bisogna trovare il modo di applicarlo in aula, che poi è quello che il nostro metodo PLAY SICUREZZA ha fatto. Questo elemento si chiama utilizzo dell'esperienza dell'adulto. Per essere pratici. vediamo insieme cosa può fare un formatore mentre è in aula per sfruttare quanto detto.
Il mio suggerimento è praticare il metodo della scoperta guidata. Stiamo parlando di un metodo di gestione dell'aula per far emergere le soluzioni tramite i corsisti stessi, guidandoli all'interno di un percorso di contenuti tecnici ben chiaro.
Quindi si tratta di un metodo che non lascia spazio alla confusione o all'improvvisazione ma, al contrario, permette a tutti i presenti di esprimere le proprie conoscenze ed esperienze. Addirittura, queste ultime diventano patrimonio di tutti i partecipanti. Risulta immediatamente chiaro che guidando i corsisti, questi diventano i protagonisti e difficilmente si annoiano o non si sentono coinvolti.
- Alessandro Nanni - CEO e Formatore Play Sicurezza

