Cambiare comportamenti è possibile, SCOPRI UN NUOVO STRUMENTO D'AULA veramente efficace

di Alessandro Nanni - CEO e Formatore Play Sicurezza

 

È chiaro a tutti che siamo formatori e consulenti che non accettano l'immobilismo e che le cose devono andare così come sono sempre andate. Con questo articolo parliamo di uno strumento veramente efficace.

Ma prima è bene chiarire il perché di questo strumento, insomma partiamo dal vero problema della formazione che ancora nessuno (tranne noi) riesce a risolvere: I COMPORTAMENTI NON CAMBIANO. Il corso serve a poco, spessissimo neanche nei giorni successivi alla data di formazione i lavoratori o preposti scelgono comportamenti più sicuri. A noi questo, a seguito della creazione e dell'uso del metodo Play Sicurezza, questo problema non capita, ma abbiamo vissuto questo come uno degli aspetti più importanti da risolvere e migliorare. 

È bene andare in profondità, perché questa è una vera e propria piaga della formazione sulla sicurezza.

A che cosa serve un corso se dopo aver partecipato, oltre che i comportamenti, non ci sono neanche dubbi e riflessioni sul proprio operato da parte delle persone che partecipano?

Perché, dopo un corso i lavoratori continuano a staccare le protezioni e a farsi male?

Perché un preposto continua a non segnalare comportamenti eseguiti al di fuori delle procedure previste?

Ci siamo posti spesso queste domande, non accontentandoci del fatto che il corso è obbligatorio, e a pochi interessa l'efficacia del corso. La risposta vera è che è molto faticoso fare formazione e far evolvere o cambiare i comportamenti.

Molti non sono disposti a fare questa fatica e poi bisogna affrontare la realtà. Soprattutto quella che non viene detta, cioè che è più facile lasciare tutto come sta e che bisogna affrontare il direttore di produzione, il datore di lavoro o le persone fortemente convinte che facendo sicurezza si perde tempo.

Troppo spesso i formatori preferisco essere invisibili e non mettere sul piatto i veri motivi per cui tutto non è in sicurezza.

Se tutto questo è quello che hai visto anche tu e vuoi andare oltre vuol dire che, come noi, non accetti tutto questo.

La prova immediata che questo strumento funziona la si ha quando leggiamo le valutazioni di un corso Play Sicurezza, in circa il 70% dei casi le persone confermano che per la prima volta hanno espresso il loro parere e le loro idee in merito al tema o al contenuto del corso.

Fare domande è il modo che ha cambiato il nostro modo di stare in aula.

Fare domande è diventato per noi uno strumento didattico indispensabile.

Fare domande è l’elemento più immediato e sicuro per ottenere il coinvolgimento dei partecipanti. L’ho capito con il tempo e con il prezioso percorso di coaching che ho fatto in prima persona. Sviluppare la capacità di fare domande potenti come coach mi ha aperto un mondo di riflessioni.

La pratica di coach durante la formazione è stata illuminante. Ci sono stati dei momenti in cui su zoom ricevevo e facevo domande che aprivano completamente il cervello verso nuove consapevolezze, dubbi, riflessioni e apprendimenti.

Quasi in automatico mi sono trovato ad aumentare il numero e la qualità delle mie domande in aula che, seppur non è coaching, è una dimensione fantastica per poter dare spazio a domande veramente potenti per i partecipanti di un percorso di apprendimento.

L’ aspetto più incredibile è vedere il livello di presenza che le domande generano nei partecipanti ad un corso e, per assurdo, maggiore sono i presenti, più questo risultato si amplifica. Perché ognuno riceve stimoli dalle risposte dell’altro e io stesso vedo la possibilità di fare nuove domande.

Anche per questo motivo negli ultimi anni ho lavorato molto sullo scrivermi quelle che sono domande importanti che, seppur non sempre valide, seppur basandosi sul “leggere” chi hai davanti, sono sicuramente da proporre.

Se hai deciso di allenarti, ora dobbiamo entrare in qualche dettaglio, perché è bene chiarire che non tutte le domande sono buone domande. Non tutte le domande si equivalgono e, se alcune sono fonte di consapevolezza, apprendimento e ispirazione, altre possono essere tossiche o distruttive.

Questo, come prima conseguenza, determina che non possiamo solo curare la quantità delle domande, seppur accrescerla è necessario, ma dobbiamo curare la qualità delle stesse e saper gestire alcune distinzioni funzionali alla formazione.

Purtroppo questo approccio metodologico è poco diffuso tra i formatori usuali e a volte le aziende devono provare i nuovi metodi per capirli e testarli, ma siamo convinti che questo sarà l'approccio del futuro per avere una nuova, vera ed efficace sicurezza nei luoghi di lavoro.

- Alessandro -

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